La Storia della Fotografia

La scoperta della fotografia non è attribuibile ad una sola persona, ma è un avvenimento che si è evoluto nel corso dei secoli. I primi veri studiosi risalgono al 1400 e sono gli arabi Al-Kindi e Al-Hazen, che con la camera oscura, sono arrivati alla scoperta della tecnica della fotografia. La prima camera oscura portatile fu costruita dall'astronomo austriaco Johanes Keplero nel 1620. Joseph Nicephore Niepce scoprì che il bitume di Giudea schiariva alla luce e lo utilizzò nel 1822 per produrre delle copie di un'incisione di un cardinale, cospargendo una lastra di peltro con questa sostanza. Louis Jacques Mandé Daguerre, nel 1837 giunse all’invenzione del “dagherrotipo”, che consisteva in una lastra di rame con applicata una sottile foglia d’argento, che esposta a vapori di iodio reagiva formando ioduro d’argento.  Seguì l'esposizione alla camera oscura dove la luce rendeva lo ioduro d'argento nuovamente argento. L'immagine non risultava visibile fino all'esposizione ai vapori di mercurio. Un bagno in una forte soluzione di sale comune fissava, seppure non stabilmente, l'immagine.
Le prime fotografie destarono subito interesse e meraviglia, ma nonostante questi successi incoraggianti, la fotografia incontrò inizialmente dei problemi nel ritrarre figure umane a causa delle lunghe esposizioni, almeno otto minuti a cui il soggetto era sottoposto, per ricevere poi un’immagine innaturale. Solo nel 1840 l’introduzione di un obiettivo che permetteva una maggiore luminosità e l’aumentata sensibilità della lastra dagherrotipa, permisero esposizioni di soli trenta secondi.
Nel 1851 Frederick Scott Archen  introdusse il procedimento al Collodio, che in breve tempo sostituì tutte le tecniche precedenti. Il 1888 vide la nascita della Kodak N.1. Inizialmente il materiale fotosensibile era cosparso su carta che venne sostituita con una pellicola di celluloide avvolta in rulli, la moderna pellicola fotografica. La fotografia era in bianco e nero e i diversi colori erano resi con semplici sfumature di grigio.
Fu il fisico James Clerk Maxwell che nel 1859 dimostrò con un procedimento definito additivo, la possibilità di ricreare il colore sovrapponendo la luce rossa, verde e blu, chiamati colori primari additivi. La pellicola per negativi a colori ebbe origine dalla Kodacolor nel 1941.

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