La Storia della Radio

Le radiocomunicazioni sono il frutto delle scoperte e della cooperazione di numerosi scienziati e tecnici appartenenti a diversi paesi. Faraday, all'inizio del XIX secolo, scoprì che i campi elettrici possono essere indotti da campi magnetici variabili. Pochi anni dopo lo scozzese James Clerk Maxwell, sostenne che le onde elettromagnetiche seguivano le stesse leggi della luce. Il termine "radio", derivato da "radiazione", fu adottato in una conferenza svoltasi a Berlino,  nel 1906, con riferimento alle comunicazioni mediante onde elettromagnetiche. Un giovane fisico tedesco, Heinrich Rudolf Hertz, costruì un dispositivo (detto oscillatore) che produceva delle scariche elettriche, le quali a loro volta generavano onde elettromagnetiche. Accanto all’oscillatore, Hertz poneva un altro apparecchio di sua invenzione detto “risonatore”. Hertz morì a soli 37 anni il 1° gennaio 1894; qualche mese piu tardi l’inglese Oliver Joseph Lodge, presentò un  perfezionamento  al sistema che consisteva nella sostituzione del “risonatore di Hertz” con un nuovo dispositivo al quale aveva dato il nome di “coherer”. Leggendo una rivista scientifica, Marconi venne a conoscenza delle esperienze di Hertz sulle onde elettromagnetiche ed ebbe la capacità di intuire che quella scoperta e quegli apparecchi avrebbero consentito di effettuare  comunicazioni telegrafiche. Durante l’estate del 1894 Marconi lavorò intensamente, per riprodurre gli strumenti necessari a ripetere gli esperimenti di Hertz e Lodge. Nell’inverno proseguì con le ricerche dirette a costruire “coherers” piu sensibili e nella primavera del 1895, dotò il “trasmettitore” di un sistema antenna terra. Il risultato fu un aumento notevole della forza dei segnali che permise a Marconi di allontanare ancora di più il ricevitore fino a una distanza di alcune centinaia di metri e nell’agosto del 1895, riuscì a trasmettere ad una distanza di più di un chilometro. ll 2 giugno 1896, Marconi presentò all’Ufficio Brevetti di Londra la domanda del brevetto di Telegrafia Senza Fili che venne rilasciato l’anno successivo. Nel 1901 Marconi lanciò il primo messaggio radiotelegrafico attraverso l'atlantico, da una stazione trasmittente situata in Cornovaglia. Uno dei grandi limiti dell'invenzione di Marconi risiedeva nel fatto che si potevano inserire solamente impulsi adatti per il codice Morse, cosa che era inadatta per la trasmissione dei suoni. Nel Dicembre del 1900, usando un trasmettitore a scintilla, Fessenden riuscì a trasmettere un breve messaggio fonico. Cinque anni più tardi l'americano Dunwoody brevettò l'uso del cristallo di carborundum come rivelatore e nello stesso anno un altro ingegnere Pickard utilizzò cristalli di silicio. Questi nuovi tipi di detector permisero la diffusione dei primi apparecchi riceventi per uso domestico. Altri metalli furono usati a questo scopo come la famosa "galena", il minerale da cui presero il nome i primi "radioamatori": i "galenisti". Nel 1904 lo scienziato inglese Fleming ideò il diodo e due anni dopo, nel 1906, l'ingegnere americano De Forest inventò il triodo. Entrambi rappresentarono l'invenzione che rimarrà incontrastata per anni nel settore elettronico. Fino alla seconda guerra mondiale le radio erano pesanti e ingombranti a causa delle grosse valvole termoioniche. Solo con l'introduzione del transistore le dimensioni dei ricevitori si sono progressivamente ridotte.

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