La Storia della Rumi

Donnino Rumi nacque nel 1906 a Bergamo ed è in questa città che si è dipanata tutta la sua storia di uomo e di artista.
Bisogna andare alla fonderia che possedeva il padre per trovare Donnino Rumi, appena dodicenne, garzone di bottega, lavoratore infaticabile, pieno di curiosità e già profondamente attratto da ogni forma di espressione artistica.
Non ancora ventenne, si trova a doversi occupare in prima persona della fonderia che nell’anteguerra produceva eliche e periscopi (cosa che si riscontra anche sul logo aziendale), la cui forza lavoratrice era passata da una decina degli anni venti al migliaio di occupati allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Nel primo dopoguerra la produzione venne rilanciata nel campo dei macchinari per l’industria alimentare, per l’industria cinematografica e per quella tessile.
La produzione motociclistica inizio nel 1949, su decisione di Donnino Rumi, con la preparazione di un prototipo presentato alla Fiera Campionaria di Milano nel 1950.
Le moto Rumi si sono sempre distinte per la loro originalità, sia stilistica che tecnica, tanto da essere definite le moto dell’artista proprio per la grande passione per l’arte che aveva Donnino.
L’azienda bergamasca, che era riuscita a raggiungere anche i 1.500 occupati, venne coinvolta in un dissesto finanziario, causato in parte anche da sconvolgimenti politici in Argentina, che causarono la perdita di ingenti forniture di macchine tessili.
Da questi eventi non riuscì a risollevarsi, terminando la sua produzione, compresa quella di mezzi a due ruote, nel 1960.
Nella sua Bergamo, che lo vide operoso e attivo, si spense il 17 agosto 1980.

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