Cardiologia - Elettrocardiografia

elettrocardiografo 1919
elettrocardiografo 1919

L'elettrocardiografia è una tecnica relativamente recente, risale al 1903 quando Einthoven presentò un apparecchio con il quale era possibile registrare le variazioni di potenziale del muscolo cardiaco. Questo strumento non era molto maneggevole, il prototipo pesava più di 300 kg e richiedeva per funzionare l'assistenza di 5 persone; il prelievo dei potenziali elettrici avveniva per mezzo di 3 elettrodi realizzati con dei recipienti metallici riempiti di acqua salata nei quali il paziente immergeva i due arti superiori ed il piede sinistro (triangolo di Einthoven); la registrazione del tracciato avveniva su una carta fotografica colpita da un flusso luminoso, modulato da un galvanometro a corda.
L'elettrocardiografo in poco più di 100 anni ha subito una incredibile trasformazione e miniaturizzazione; tutto ciò insieme al suo importante valore diagnostico ne ha favorito una grande diffusione; sotto, il raffronto tra l'apparecchio di Einthoven in una foto dell'epoca ed un moderno, piccolo elettrocardiografo-monitor portatile.


Documento storico del 1919 sulla alettrocardiografia

Interessante articolo pubblicato nel 1919 da Larousse Mensuel sull'uso dell'elettrocardiografo di Einthoven e sull'interpretazione dei primi tracciati; sono presi in considerazione solo i picchi positivi e sono indicati secondo la classificazione di Kraus e Nicolai come A(P) - I(QRS) - F(T).
...vedi l'articolo


elettrocardiografo portatile 1935-40

Simpli-Troll Cambridge Instruments Co.
( 1935-40- raro)


Uno dei primi elettrocardiografi "portatili"; il gavanometro è di tipo ottico ed il tracciato viene impresso su carta fotografica.

elettrocardiografo portatile

ECG monocanale (F. Lanza Milano.)

Il tracciato era scritto su di un rullino di carta millimetrata con una penna ad inchiostro.

elettrocardiografo portatile

Ote Italia

Grosso e pesante apparecchio portatile a 3 canali. Il tracciato è su carta termosensibile con penna calda.

elettrocardiografo portatile

Officine Galileo Italia

Monocanale a penna calda. Misto valvole-transistor.

elettrocardiografo portatile

Hellige Simpliscriptor EK31 monocanale
(Germania)

elettrocardiografo portatile

2 Hellige EK31 con custodia monocanale
(Germania)

elettrocardiografo portatile

Cardiomat "portatile" Siemens.

Primo apparecchio della serie Cardiomat a valvole 1958 - pesa 15 kg circa.

elettrocardiografo portatile

Battaglia Rangoni Monocanale a penna calda

elettrocardiografo portatile

Cardioline - Italia monocanale penna calda

elettrocardiografo portatile

Cardioline Italia 3 canali - scrittura digitale

elettrocardiografo portatile

Cardio - aid S&W Medico Tecnik - Danimarca Defibrillatore Monitor

elettrocardiografo portatile

Biomedica srl. Italia - Biocard 1 monocanale digitale

elettrocardiografo portatile

CarryAll Instromedix

Monitor per portatori di PM che permette la trasmissione del tracciato ECG via telefono

elettrocardiografo portatile

Fonocardiografo Cardioline

elettrocardiografo portatile
elettrocardiografo portatile

Holter - Electrocardiocorder mod. 445
Del Mar Avionics 1965.

La necessità di effettuare registrazioni elettrocardiografiche dinamiche legate alla normale attività giornaliera ha spinto Norman Holter (1914-1983) a studiare un apparecchio che permettesse di registrare l'attività cardiaca fino a 24 ore; con le valvole termoioniche questo era impossibile: un prototipo valvolare costruito in laboratorio era arrivato a pesare 85 Kg e non era certamente portatile. L'avvento dei transistors ha però permesso la miniaturizzazione dei circuiti elettronici e finalmente il progetto è diventato realizzabile.
Il brevetto di questo apparecchio è stato depositato nel novembre del 1965 e la sua commercializzazione è stata affidata alla Del Mar Engineering Laboratories. - Lo strumento è dotato di 2 bobine da 6 cm per nastro magnetico e la registrazione avviene su 2 canali; pesa senza batterie 600g e misura 10x17x4,5 cm.
L'enorme progresso elettronico di questi ultimi 50 anni ha permesso la creazione di piccoli ed affidabili ECG - Holter con memoria digitale e con raffinati softwere diagnostici; l'immagine a lato raffronta l'Electrocardiocorder 445 con un Holter a display di ultima generazione. Il termine "Holter" è diventato universalmente sinonimo di apparato portatile per la registrazione continua delle funzioni vitali (ecg e pressorie).
Link: National Museum of American History



elettrocardiografo VCG-Jo

Elettrocardiografo - Vettorcardiografo - Monitor

All'epoca dell'Università sono stato allievo interno del geniale e discusso Prof. Margaria di Milano, docente di Biochimica e Fisiologia; sfruttando la mia passione per l'elettronica e per la medicina mi aveva sollecitato a progettare alcuni apparecchi che gli servivano: da quel momento è iniziato il mio interesse per la cardiologia; parecchi anni dopo ho progettato, costruito e brevettato un monitor cardiaco con vettorcardiografo.


Curiosità sull'origine del nome dell'apparecchio: JO mod. 320. Era un piccolo riconoscimento che avevo voluto tributare a mia moglie (Josette, Jo per gli amici, che aveva allora 32 anni) per avermi pazientemente sopportato durante i lunghi mesi di progettazione.


Queste sono le foto del mio apparecchio (ormai divenuto un pezzo d'antiquariato) a cui tengo particolarmente, il prototipo fa parte della collezione medica.

(1) Monitor semplice
(2 e 3) Apparecchio con defibrillatore e tracciato E.C.G
(4) Tracciato vettorcardiografico V.C.G.


1elettrocardiografo VCG-Jo
2elettrocardiografo VCG-Jo
3elettrocardiografo VCG-Jo
4elettrocardiografo VCG-Jo

pacemaker

Pacemakers

I PM sono strumenti abbastanza recenti ; il primo PM fu impiantato da Senning nel 1958. I primi esemplari erano grossi, pesanti e con limitata autonomia.
La foto mostra un paziente portatore di un pacemaker della prima generazione
I PM attuali sono più piccoli ed affidabili; ve ne sono molti tipi per cui si è stabilito un codice (NASPE/BPEG code) composto generalmente di 3 (A V D) o più lettere, che permette di caratterizzare la funzione del Pacemaker.


GREATBACH-Wilson

L'inventore del pacemaker W. Greatbatch (06/09/1919 - 28/09/2011) mostra uno dei suoi primi stimolatori raffrontandolo con uno moderno e miniaturizzato.


Di seguito, fotocopie del brevetto originale del primo pacemaker presentato il 22 luglio 1960 e registrato nel 1962; come si può vedere dallo schema il circuito transistorizzato era molto semplice ed era a frequenza fissa.

Vedi Doc Brevetto-W.Greatbatch

pacemaker

Collezione di pacemakers

La foto permette di valutare le differenti dimensioni dei pacemakers; sotto, le singole foto rispettano le reciproche dimensioni


cuore artificiale

Cuore Artificiale JARVIK

Fotocopia integrale del brevetto di cuore artificiale Jarvik depositato il 13 Novembre 1979. Questo apparecchio è stato impiantato nel 1982 a Barney Clark; il paziente è sopravvissuto per 112 giorni.


cuore artificiale

Modello anatomico di cuore (2000)

Interessante modello anatomico del cuore. E' di fattura recente, in resina, smontabile e ben dettagliato.




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